Essere nel posto giusto al momento giusto. Questo ho sempre pensato che facesse la differenza. È stato proprio in uno di questi momenti, in cui cercavo di capire qual era il percorso da intraprendere, che ho avuto il privilegio di incontrare e di conoscere una donna straordinaria con una forza d’animo incredibile.
Oggi voglio renderle omaggio raccontando del nostro incontro e di quanto questo abbia influito sulla mia vita. La sua storia inizia con una affermazione apparentemente semplice: «Ed eccomi finalmente a casa.»
Rimasi per un attimo perplessa da quello che disse, ma restai comunque in silenzio e sorrisi. Il mio compito lì era quello di aiutarla a sistemare i suoi oggetti personali e di assicurarmi che si sentisse a proprio agio, nonostante la situazione ed il luogo non proprio confortevole: era pur sempre una stanza d’ospedale, non casa. Ero stata informata delle sue condizioni di salute dalla capo infermiera. Doveva sottoporsi ad una terapia farmacologica per mantenere stabile la sua condizione.
Fu facile entrare in empatia con lei. Rimasi sempre professionalmente distaccata, come mi era stato insegnato. Con lei sentivo che c’era qualcosa di diverso tanto che, un giorno mentre eravamo sedute di fronte alla finestra a guardare fuori, le chiesi come facesse a mantenere il sorriso e un atteggiamento positivo data la sua situazione. A me riusciva difficile vivere l’attimo senza pensare a quello che sarebbe successo dopo e non capivo come facesse lei. Mi rispose: «Penso agli istanti presenti, che sono eterni.»
Mi pentii subito di averlo detto, mi scusai mortificata e preoccupata di averla indotta a brutti pensieri, ma lei riuscì a stupirmi raccontandomi una storia: «Prova ad immaginare di aver vinto un concorso per cui ogni mattina una banca ti accredita sul conto 86.400 euro. Potresti pensare alle infinite cose che puoi fare, ma ogni gioco ha le sue regole. Tutto quello che non hai speso durante la giornata, viene tolto dal conto la sera. Non si può barare e non puoi trasferire i soldi su un altro conto, non devi far altro che spenderli. Ogni mattina al tuo risveglio la banca ti apre un nuovo conto con la stessa identica cifra per la giornata, con le stesse regole del giorno precedente. Questo accade fino a quando la banca interrompe il gioco senza preavviso. In qualsiasi momento può dirti che il tempo è finito. A questo punto cosa faresti?»
Continuò dicendo: «Questa banca è magica, l’abbiamo tutti: è il tempo. Ogni mattina ci vengono concessi 86.400 secondi di vita per la giornata e, quando la sera ci addormentiamo, non c’è riporto su conto nuovo. Il tempo non vissuto si perde. Non si può recuperare. Ogni giorno questa magia ricomincia, ma può bloccarsi in ogni momento senza preavviso: questa è la vita. Quotidianamente abbiamo la possibilità di dare ai nostri momenti il giusto valore. Non credi siano più importanti dei soldi?»
Affascinata e al tempo stesso stupita dalle sue parole, rimasi in silenzio. Ogni parola detta sarebbe stata superflua, avrebbe dato un’errata visione di quello che era il momento. Chiesi nuovamente scusa per la mia insensibilità, per essermi lasciata prendere da pensieri di quel genere. Assicurandomi che avesse tutto ciò che le occorreva, la salutai ringraziandola per le sue parole di saggezza.
Il ciclo di terapia programmato per la signora Maia si concluse da lì a qualche giorno e mi ritrovai a pensare che mi sarebbe mancato parlare con lei. Quei pensieri, condivisi ogni giorno tra noi, erano diventati importanti. Speravo ci sarebbe stata un’altra occasione di incontrarla per parlare. Magari questa volta in un bel parco e non in una stanza d’ospedale.
Il giorno in cui fu dimessa, arrivai in ospedale con qualche minuto di ritardo. La trovai seduta sul letto già vestita e pronta per essere accompagnata alla macchina che l’avrebbe riportata al suo appartamento. Sorrideva e aveva quell’espressione appagata che raramente avevo visto in altre persone. Non volevo disturbare il corso dei suoi pensieri, ma ci tenevo a salutarla ed a ringraziarla per aver condiviso alcuni momenti con me. Mi avvicinai lentamente e la chiamai. Mi guardò. Sorrise e pronunciò queste parole: «Fare la tua conoscenza, ha reso ogni mio giorno qui piacevole, grazie. A volte bastano attimi, come quelli che abbiamo vissuto, per trasformare le situazioni ed impegnarsi a fare qualcosa di costruttivo. La scelta è sempre nostra.»